I deliri di Blesilla
Personaggi
Blesilla, giovane vedova romana
Voce di Girolamo (fuori campo)
La vicenda si svolge
a Roma
alla fine del IV secolo d.C.
I
La lezione di Girolamo
Casa di Paola sull’Aventino.
Giardino con un albero fronzuto.
Scroscio dell’acqua di una fontana.
Blesilla
(apre un rotolo e legge)
La nascita di Gesù.
Voce di Girolamo
L’evangelista scrive
che Gesù fu deposto sulla paglia.
Che cos’è la paglia in una stalla?
Blesilla
Letame.
Voce di Girolamo
Gesù, dunque,
nasce nel letame.
Che grande lezione
per noi uomini, pieni di orgoglio.
Lo stesso letame
ove Giobbe è rimasto per molto tempo,
e dove poi fu premiato.
E perché Giuseppe e Maria
erano finiti nella stalla?
Blesilla
Perché non c’era posto
per loro nell’albergo.
Voce di Girolamo
Che tutti i poveri
trovino da questo episodio
motivo di consolazione:
Giuseppe e Maria,
la madre del Signore,
non avevano schiavi e inservienti;
dalla Galilea e da Nazareth
vengono soli, senza una bestia da soma.
Ah, se mi fosse stato possibile
vedere questa stalla
dove giacque Dio!
Blesilla
Vigilanzio non è d’accordo.
(Ne imita la voce leziosa e pretesca)
Cosa pensi, Girolamo, di quei cristiani
che hanno creduto di onorare il Cristo
sostituendo la mangiatoia
di fango con una d’argento?
Voce di Girolamo
Per me vale molto di più
la prima di fango che è stata tolta.
Gli idolatri meritano l’oro e l’argento.
Blesilla
(imitando la voce di Vigilanzio)
Tu consideri idolatri
i devoti che hanno innalzato
le basiliche a Betlemme?
Voce di Girolamo
La fede cristiana
merita la stalla di fango.
Colui che è nato in una stalla
condanna l’oro e l’argento.
Blesilla
(imitando la voce di Vigilanzio)
Devo concludere che tu condanni
la Chiesa che ha innalzato
le basiliche per onorare il Cristo?
Voce di Girolamo
Io non condanno coloro
che hanno creduto di onorarlo
con queste cose ricche.
Io ammiro il Maestro,
creatore del mondo,
che non nasce in mezzo
all’oro e all’argento,
ma tra il letame.
Blesilla
Io sono d'accordo con te:
la Chiesa vive nel lusso.
Mia madre dice
che Vigilanzio è pur sempre un prete.
Voce di Girolamo
Vigilanzio è un asino.
E' un serpente velenoso.
Blesilla
(Ne imita la voce)
Tu parli sempre con grande
severità e intanto frequenti
le più ricche matrone romane.
Non c’è villa sull’Aventino
dove tu non sia di casa.
Voce di Girolamo
Io parlerei meno alle donne
se gli uomini mi interrogassero sulle scritture.
Blesilla
Vigilanzio sostiene
che se non fossi il protetto
di papa Damaso,
tu non avresti il coraggio
di insultare chiunque ti contraddice.
Voce di Girolamo
Lo so che negli ambienti della Curia
si mormora che io sia arrogante.
Blesilla
Vigilanzio sarebbe disposto
a cessare ogni ostilità
purchè tu da parte tua
tenessi la bocca chiusa.
Voce di Girolamo
Ce l'hanno con me
per la mia nuova traduzione delle Scritture
Il papa ha approvato
che traducessi non solo i Vangeli
ma tutta la Bibbia.
Blesilla
E io sono d’accordo col papa.
E non sono d'accordo con Vigilanzio.
(Imita la voce di Vigilanzio)
Perché tradurre i salmi di Davide?
Ormai, da secoli eravamo abituati
a pregare in un certo modo.
Voce di Girolamo
Il nuovo costa fatica.
Blesilla
(Imita la voce di Vigilanzio)
Eravamo affezionati alla Tradizione.
Irritata.
La Tradizione! La Tradizione!
La Chiesa ha trecento anni di storia
e non dovrebbe cambiare mai.
Per restare fedele alla Tradizione.
Voce di Girolamo
La vecchia Bibbia
vi permetteva di dormire…
non è così, Dormitanzio?
Blesilla
Dormitanzio, svegliati!
Ride di gusto.
Sospira.
Mia madre ha cercato di placarlo
ma quell’asino bipede se se n’è andato.
Imita la voce di Vigilanzio.
Abbandono questa casa dove si
offendono i chierici senza ragione.
Pausa
Purtroppo il papa sta male.
E tu, Girolamo, hai troppi
nemici qui a Roma.
Qualcuno ha fatto il tuo nome
come nuovo pontefice.
Certo, i chierici della Curia
non sarebbero lieti
di vederti papa.
Mia madre sostiene
che sei troppo duro con loro.
Voce di Girolamo
I preti romani!
Non sanno che mangiare,
vestirsi e profumarsi;
e per sentirsi ministri di Dio
ragliano qualche preghiera.
Blesilla
Asini bipedi!
Ride
Voce di Girolamo
Ambiscono a diventare
presbiteri e diaconi
per vedere sempre
più liberamente le donne.
Blesilla
E' vero, è vero!
Voce di Girolamo
Ogni loro cura
è per le proprie vesti,
per essere profumati,
perché il loro piede non balli
in una scarpa larga.
Le loro dita brillano per gli anelli,
essi camminano appena sulle punte.
Quando vedi tipi del genere
fai bene a crederli fidanzati
piuttosto che chierici.
Blesilla
Batte le mani in segno di applauso
in modo fanciullesco.
Quindi,rivolgendosi
al pubblico immaginario
che ha di fronte a sé
Popolo romano,
ha parlato
il più dotto di Roma.
II
L'assalto del serpente
Nel cuore della notte
Blesilla si alza dal letto
per intonare le lodi divine.
Dolce sorella Eustochio,
il giardino è tanto buio.
E io ho paura.
Stammi vicino, ti prego.
Tienimi per mano,
sorella cara.
Come ti invidio, Eustochio!
Beata te,
che hai Cristo per sposo.
Un tempo,
prima delle nozze,
quando il pane mistico
entrava nel mio corpo
la delizia del sangue di Cristo
scorreva nelle mie vene
più dolce del nettare delle api.
Il mio animo allora
si empiva di dolcezza
e mi sentivo avvolta
in una nube sacra
come sul Tabor,
i tre apostoli prediletti.
Ecco, la luna!
Ma è velata,
si specchia nell'acqua
della fontana
ed ha un colore torbido.
Ho paura.
Qualcosa si muove.
Là! Eustochio, vedi?
Attorcigliato all'albero
il serpente, il nostro nemico.
striscia verso di noi!
Eustochio, non abbandonarmi.
Il serpente cerca
il corpo di una vergine
per seminarvi il peccato
il cui prezzo è la morte.
Viene verso di me.
Ora lo schiaccio!
Lo schiaccio! Lo schiaccio!
Ti ho vinto, tentatore!
Ma il serpente, dopo una breve lotta,
avvolge il corpo di Blesilla
Si sentono canti e suoni di cembali
e grida “ Osanna! Osanna!”
Blesilla cerca di divincolarsi dal serpente.
Eustochio, sorella cara,
te ne vai? Dove corri?
Tu corri giuliva alle porte di Sion.
Voce di Girolamo
Ella agita una palma.
A dorso d’un’asina
il nostro Salvatore entra
e tutte le vergini
gli corrono incontro.
Blesilla
Aspettami, Eustochio!
Perchè non posso seguirti?
Il Serpente mi tiene prigioniera.
Eustochio, ti prego,
non abbandonarmi!
Voce di Girolamo
Tra gli osanna
la voce di Giovanni
si spande intorno
con eco di tuono:
“Venite, vergini
spose dilette di Cristo,
levate il canto al Signore
Osanna! Date voce alla gioia!
in onore del Dio della gioia!
Blesilla
Oh le vergini! le vedo le vedo!
Voce di Girolamo
Le vergini giocose al passo
corrono al santo trono dell’Agnello,
gioiose come cerbiatte
che anelano alla sorgente.
Le Vergini con piede veloce
danzano verso la Sposo.
Blesilla
Ma io non ci sono.
Eustochio, sorella mia,
mia cara, dolce Eustochio,
Blesilla non c’è.
Io non sono vergine!
Ho provato a lavarmi
ogni macchia.
Per sette mesi
mi sono macchiata
con un uomo.
Voce di Girolamo
Solo una donna fu madre
non toccata dalle doglie.
Solo Maria generò un figlio
e conservò il grembo intatto!
Blesilla
Io non sono più vergine!
E non sono stata
neppure madre!
Getta un piccolo grido.
III
L'inizio del digiuno
Blesilla
Ho paura, Girolamo. Ho paura
di non essere sufficientemente
forte nella mia lotta contro i piaceri.
Mia sorella Eustochio,
è stata molto più saggia di me.
Io sento che tu mi rimproveri.
La verità dura può farmi del bene.
La verità è come la medicina
che anche se amara guarisce.
Io sono maggiore di età di mia sorella,
eppure di senno
mi sono dimostrata inferiore.
Voce di Girolamo
Eustochio è la prima
vergine nobile di Roma.
Blesilla
E’ stata più forte di me.
Io ho voluto maritarmi
e al settimo mese
sono rimasta vedova.
Sono stata sfortunata.
Voce di Girolamo
Oh sorte infelice dei mortali
inconsci del futuro.
Tu hai perduto la corona della verginità
e la consolazione delle nozze.
Blesilla
Ma ora ho deciso
di vivere la mia vedovanza
con severità. Non guardo in faccia
alcun uomo con desideri carnali.
E punisco il mio corpo
per non essere stata capace
di resistere agli allettamenti del maligno.
Voce di Gerolamo
Una santa vedovanza
viene subito dopo la pudicizia.
Blesilla
Lo so: io dovrò patire
per tutta la mia vita
indicibili tormenti.
Voce di Girolamo
Ogni volta che vedrai
tua sorella Eustochio
essa sarà lo specchio di quello
che anche tu avresti potuto essere.
Blesilla
Scioccamente ho gettato alle ortiche
la mia veste candida..
Combatterò il piacere ogni giorno,
ogni istante della mia vita.
Pausa
Voce di Girolamo
Anche se il tuo merito
sarà inferiore a quello di tua sorella.
Perché Eustochio, saggiamente,
il piacere no l’ha mai sperimentato.
Questo è il privilegio sommo
della verginità. Non provare mai,
il piacere della carne. Mai!
Mai! Mai! Mai!
Blesilla
(Piange)
Voce di Girolamo
E’ giusto che tu sappia
che quando tua sorella Eustochio,
sposa di Cristo, va a visitare
la sposa di un uomo
(e tu sei stata la sposa di un uomo)
lei ha il diritto di concepire
una santa superbia:
lei è migliore di tutte le spose.
Blesilla
Eustochio è stata la vergine saggia
e io la vergine stolta.
Questo non lo dimenticherò.
Voce di Girolamo
Questo pensiero
ti aiuterà a comandare il tuo corpo,
che avendo conosciuto il piacere,
reclamerà ancora i suoi diritti.
Blesilla
Da qualche giorno
ho iniziato un digiuno,
ma ho paura di essermi già stancata.
In principio credevo
che il digiuno sarebbe stato
un peso leggero…
Voce di Girolamo
Quando ti alzi di notte a pregare,
il rutto non ti provenga dall’indigestione,
bensì dal digiuno.
Blesilla
Padre, io seguirò questo tuo consiglio.
Voce di Girolamo
Dopo il tuo digiuno,
il tuo pasto sia frugale.
Blesilla
Io ti obbedirò, Padre.
Voce di Girolamo
Non giova niente
passare due o tre giorni
col ventre vuoto se poi
si ricompensa il digiuno
con la sazietà.
Ricorda le parole del salmista
“In me fu represso ogni amore disordinato,
Blesilla
le mie ginocchia si sono indebolite per il digiuno
e mi sono scordato di mangiare il mio pane…”
Voce di Girolamo e Blesilla
Per gridare e sospirare mi sono rimaste
attaccate le ossa alla mia carne”.
Blesilla
Padre, io di notte gemerò e striderò.
Ogni notte laverò e irrigherò il mio letto
con le lacrime. Io veglierò
e sarò come il passero nei luoghi romiti.
“ In luogo di pane da mangiare,
io ebbi cenere e mescolai
la mia bevanda colle lacrime”.
Voce di Girolamo
E’ meglio piangere e gemere
piuttosto che cedere
all’invito del serpente ai cibi illeciti.
Pausa
Blesilla
A volte, mi prende il dolce
e mortifero carme
delle sirene: almeno
un po’ di piacere, un po’…
Perché devi rifiutare il profumo,
il sapore di un frutto?
Se potessi rifiutare il cibo,
sempre e per tutto.
Si avvicina a un tavolo sul quale
sono disposti vari cibi: pane, frutta
e un bicchiere di vino
Con la scusa che sono debole
la mia ancella vorrebbe che bevessi
un bicchiere di vino.
Voce di Girolamo
Il vino mai!
E' la prima arma del demonio.
La sposa di Cristo
deve fuggire il vino
come il veleno.
Dovunque andiamo
portiamo con noi l’avversario.
Vino e giovinezza.
Blesilla
Sono mesi che non ne bevo
una goccia.
Voce di Girolamo
Il vino è causa di sfrenatezza,
è bene per l’uomo non bere vino
e non mangiare carne.
Nella pentola c’è la morte.
Le vergini cristiane
che si sono riempite di vino
e giungono all'ebbrezza
si notano subito:
camminano per la strada
a testa alta e con i piedi vivaci
sono smaniose di apparire
carine e gaie.
Gli occhi degli uomini
sono tutti per loro.
Gli uomini le desiderano.
E le sciocche si beano
dei loro trionfi.
Blesilla
prende il vino e lo versa in un vaso di fiori.
Ecco, annaffia la terra.
Voce di Girolamo
Oltre il vino,
la delicatezza nei cibi.
Blesilla
Ormai la mia mensa
è fatta solo di pochi cibi.
Lo so che se il mio ventre,
fatto per il cibo, mi domina,
io sarò perduta.
Prende una mela
la taglia e ne getta gli spicchi.
Voce di Girolamo
La castità non può essere al sicuro
in nessun’altra maniera
se non eliminando fin da piccola
ogni piacere.
Blesilla
Purtroppo sono cresciuta
nelle delizie e tra le piume.
Questa è stata la mia disgrazia
La fame è
la mia peggiore nemica.
IV
La preparazione per uscire
Blesilla si siede davanti allo specchio
Blesilla
Che noia, uscire di casa.
Un tempo desideravo di vedere
le figlie di un paese straniero,
ero eccitata al pensiero
di porgere l'orecchio
a discorsi frivoli.
Da quando ti frequento, Girolamo
ho capito che lo Sposo
non si può trovare nelle piazze.
Il luogo in cui proteggere
la mia virtù
è il segreto della mia camera.
Voce di Girolamo
Vaghino fuori le vergini stolte,
ma tu sta’ dentro con lo Sposo,
poiché se chiuderai la porta
e pregherai nel segreto il Padre
secondo il precetto del Vangelo,
Egli verrà.
Blesilla
Qui sempre lo Sposo
gioca con me.
Prego e parlo allo Sposo.
Leggo: lo Sposo parla a me.
Eppure devo uscire.
I fratelli mi aspettano
per i riti solenni
della Santa Pasqua.
Prende un focale( una specie di sciarpa)
Questa sciarpa a colori vivaci,
assolutamente no.
E' troppo vezzosa,
e poi che bisogno c'è
di annodarla attorno al collo?
E neppure la mappa.
(Butta la salvietta)
Non ho bisogno di detergermi il sudore.
Rovista in una cassa, trova un flabello,
ricco ventaglio di penne di pavone.
Scoppia a ridere.
Come può una donna intelligente
trasformarsi in pavone?
Prende un velo e se lo acconcia sulla testa
So bene che nel Mondo
gli occhi sfrontati
mi guardano in un certo modo.
Devo difendermi.
Gesù è geloso e non vuole
che il mio volto
sia visto da altri.
Il velo sarà la mia armatura.
Voce di Girolamo
Sii pur bella, e fra tutte le donne
la tua bellezza sia amata dallo Sposo.
La tua bellezza sia per Cristo
non per gli uomini.
Solo per Cristo.
Blesilla
Se mi sono consacrata a Lui
devo essere tutta per Lui.
Si alza, indossa un mantello,
si guarda allo specchio,
girandosi più volte.
Com'è il mio mantello?
Non deve essere né troppo elegante
né troppo sciatto
e non deve dare nell’occhio
per una qualsiasi diversità.
Questo colore è troppo acceso.
Ne prova un altro.
Questo è troppo smorto.
Qualcuno potrebbe pensare
che cerco di apparire troppo pia
indossando un veste di poco prezzo.
Voce di Girolamo
Non essere più umile del necessario,
e non cercare la gloria fuggendola.
Blesilla
La donna cristiana
deve sparire al Mondo
anche quando cammina nel Mondo.
Devo ricordare sempre
che io vivo esule nel Mondo
e che il Mondo è il mio nemico.
Voce di Girolamo
Purtroppo il Mondo
ha corrotto tante vergini cristiane.
In abito virile, cambiata veste,
si vergognano di essere donne come sono nate,
si tagliano i capelli e drizzano
impudentemente un volto da eunuco.
Altre si coprono di cilici
e di cappucci ben lavorati,
come per tornare all’infanzia,
simili a civette e barbagianni.
Blesilla
Ride e batte fanciullescamente
le mani, divertita.
I suoi occhi cadono
sul mosaico in lavorazione
che sta sulla parete di casa.
Esso rappresenta Gesù, in casa di Lazzaro;
Maria è seduta ai suoi piedi,
mentre Marta è impegnata nelle faccende.
Tarcisio sta facendo un buon lavoro.
Questa è vera arte cristiana.
In queste figure di donna
il corpo è scomparso.
Vediamo solo il viso
e del viso solo la parte
che parla dell’anima: gli occhi.
Sono occhi immobili,
essi guardano
un modo lontanissimo,
il cielo!
La nostra patria celeste!
Lo sguardo di questi occhi
non ha movimento,
perché il movimento
significa desiderio dei sensi.
Gli occhi celesti
sono fissi perché contemplano Dio
che è immobile e assoluto.
Questa deve essere
la donna cristiana:
un'apparizione angelica.
Senza corpo.
La carne
diventata colore e
l’unico movimento
un accenno di danza celeste.
Una donna miracolo
che fa pensare al Paradiso.
Pare che Tarcisio
esiti a terminare
il viso di Maria.
V
Dialogo con Maria, sorella di Lazzaro
Oh, buongiorno, Maria.
Mi fa piacere la tua visita.
In questi ultimi tempi,
sono diventata solitaria, lo so.
Ti confesso che la compagnia degli altri,
anche parenti e famigliari,
mi reca fastidio.
La tua voce invece
mi reca conforto.
E’ la voce della sorella di Lazzaro,
dell’amico prediletto di Gesù.
La tua parola mi entra dolcissima
per gli orecchi e il mio cuore
ne gode immensamente.
Vuoi sapere perché
non ho partecipato alla cena
insieme ai miei famigliari?
La preghiera basta a saziare
il mio povero corpo.
Quando mi pesa, questo corpo.
Tu mi capisci, Maria.
La carne è un grave peso
per chi gusta le cose di Dio.
Perché affaticarsi inutilmente
a nutrire ciò che è destinato
a diventare polvere?
Dio ha creato l’uomo anima e corpo.
Ma perché ci obbliga
a vivere dentro un corpo
e poi fa nascere in noi
questo furore contro la carne?
Io odio il mio corpo.
Lo so, hai ragione.
Anche mia madre mi ripete
che il corpo è parte di noi stessi.
Ma esso è il mio nemico.
Il mio corpo ha fame,
il mio corpo ha sete,
il mio corpo è assediato
da continui desideri
che vogliono impadronirsi della mia anima.
Sono le tentazioni del diavolo,
io devo resistere.
I miei occhi? Maria,
perché noi vediamo
i colori seducenti?
le forme che incantano?
Ieri ho visto un uomo
che mi ha sorriso.
Io non volevo vederlo.
Eppure il suo sorriso
con audacia insana
è entrato dentro di me,
si è nascosto in una parte segreta
della mia memoria,
e nei momenti di distrazione,
persino nel sonno, quel sorriso
esce dal suo nascondiglio,
e mi appare nuovamente.
Io lo caccio con forza.
Ma l’uomo, beffardo,
se ne resta immobile
davanti a me
e continua a sorridere.
Io prego.
Io prego,
ma quel sorriso imperturbabile,
dolcissimo,
mi offre una gioia orribile.
Non è una cosa insensata?
Quanto sei stata fortunata,tu,
che hai potuto vedere Lui.
Che privilegio incommensurabile.
Che cosa schifosa
una tavola imbandita.
Essa mi getta immagini
false dentro gli occhi,
carni grasse, bestie cornute,
ventri gonfi, vino…
Ah se un angelo scendesse dal cielo
e con la sua spada fiammeggiante
incenerisse ogni cosa.
E tutti i convitati fossero costretti
a cibarsi di cenere.
Mangiare il necessario non è peccato.
Me lo insegna anche Girolamo.
Ma il poco che mangiamo
è sempre troppo.
Io ho paura del cibo.
Ho paura che il piacere
offuschi il mio desiderio
per le cose del cielo.
Io cerco di mangiare
cose prive di sapore.
Lo faccio. Ma poi le vomito.
E il fatto che io le vomiti
dimostra che il mio corpo
reclama la sua porzione
di soddisfazione.
E’ come se il cibo mi dicesse:
“Resterò dentro di te
se mi procurerai
un poco di piacere”.
Perché Dio permette
che questo accada?
Io non voglio! Non voglio!
Maria! Io non voglio
nessun piacere.
Io odio il piacere.
Cenere! Cenere! Cenere!
VI
L'ironia sui belletti
Lo so, Madre,
sono cinque giorni
che non tocco cibo.
Non ho fame, Madre.
Non essere preoccupata.
Perché dovresti essere preoccupata?
I miei digiuni si fanno
sempre più lunghi?
Mi ci sto abituando
Nessuno è morto per un digiuno.