Capricci Veneti
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IL SERVIZIO SANITARIO CELESTE
Durante il secolo XIX la medicina più praticata nella Piccola Pancia Contadina era quella “naturale”. In ogni Famiglia c'era un vecchio, più spesso una vecchia, che conosceva i segreti di erbe e di piante lasciati in eredità dalla Tradizione.
Per curare i vermi si metteva ai bambini una corona fatta di teste d’aglio.
Per curare le emorroidi si pestavano delle chiocciole, con esse si formava un cilindretto che si introduceva nell’ano.
Chi veniva punto da una vespa doveva comprimere la ferita con una chiave o con un ditale. Oppure si disinfettava con l’orina.
I porri scomparivano uccidendo una rana rossa e gettandola dietro le spalle. Oppure si sfregavano colle foglie di salice, quindi si sotterravano le foglie adoperate. Mano a mano che le foglie marcivano e si consumavano, i porri se ne andavano.
La salute dei cristiani che vivevano nella Piccola Pancia Contadina era tuttavia principalmente affidata al Cielo.
Il Paradiso per i Veneti del XIX secolo non era quello descritto da Dante Alighieri. Per il Sommo Poeta le Schiere Angeliche e i Santi (che formavano la Chiesa Trionfante) lodavano il Creatore, distribuiti nei vari cieli. Per i contadini e gli artigiani gli Angeli e i Santi, se pregati e convenientemente gratificati di offerte, scendevano sulla terra e si impegnavano in attività a favore dei vivi.
Il Principale Servizio dei Santi era quello che noi oggi definiamo Servizio Sanitario Pubblico.
L’organizzazione del Servizio Sanitario Celeste non aveva nulla da invidiare in quanto ad efficienza al Servizio Sanitario delle moderne società industriali.
La Santa più celebre e invocata del Pronto Soccorso era Santa Rita da Cascia, notoriamente addetta ai casi disperati. Alla Madre Celeste si rivolgevano in particolare le donne partorienti. Montebelluna era sotto la speciale protezione della Madonna Assunta.
A Padova c’era il Poliambulatorio, attrezzatissimo, di Sant’Antonio, un Santo di cui i Veneti erano devotissimi. La sua preghiera più famosa, Si quaeris miracula, serviva per trovare gli oggetti smarriti. E quante volte ce n’era bisogno in una bottega artigiana. Molti calzolai (che pure godevano della protezione particolare di San Crispino) andavano alla basilica di Padova e nella cappella delle benedizioni era possibile farsi benedire gli strumenti: il martello per non schiacciarsi il dito, o il trincetto per non tagliarselo.
Naturalmente anche il Servizio Sanitario Celeste aveva i suoi specialisti che erogavano i loro servizi a tutti i fedeli che li invocavano, ma con un'attenzione particolarissima a quei pellegrini che affrontavano viaggi pieni di disagi per raggiungere i loro santuari. A Montebelluna, sopra il Mercato, San Biagio curava il mal di gola. Nessuno il 2 febbraio perdeva la "benedizione della gola", compiuta con due candele incrociate.
Santa Lucia, protettrice delle malattie agli occhi, elargiva i suoi favori a Biadene. Partecipare alla processione in suo onore il 13 dicembre, giorno della sua festa, garantiva una buona vista per tutto l'anno. San Rocco aveva il suo ambulatorio specializzato pure a Biadene. Celeberrimo in passato quando infuriava la peste, San Rocco non era stato dimenticato dai cristiani della Piccola Pancia, che ricorrevano a lui per guarire dalle piaghe e il 16 agosto lo festeggiavano gli invalidi di cui era patrono.
Poi c’erano i Defunti.
Nella moderna società industriale i morti rappresentano solo un costo e un fastidio: il funerale, il loculo o la tomba, e tutte le inevitabili spese per fiori e lumini in occasione della Festa dei Morti.
Nella Piccola Pancia Contadina i defunti erano considerati uno dei più significativi investimenti per l'Eternità.
Quelli volati in Paradiso erano a tutti gli effetti Santi, anche se non canonicamente dichiarati. La loro protezione, il loro aiuto e il loro consiglio erano fondamentali nella gestione delle cose terrene. Gli Antenati erano ben presenti e partecipavano con il loro parere e con i loro insegnamenti alle decisioni importanti che si prendevano in famiglia.
Se il Nonno buon’anima aveva piantato un noce vicino alla concimaia, mica si poteva togliere con leggerezza, semplicemente perché era di intrigo, che so, per costruire un porcile. Un'offesa del genere avrebbe potuto provocare reazioni imprevedibili. Si raccontava di una botte la quale, collocata in un angolo della cantina da un Bisavolo, fosse stata spostata da un Bisnipote smanioso di novità. Bene, da quella volta il vino della botte sopracitata aveva sempre fatto la tombola.
E poi c'erano le Anime Purganti.
I Veneti, che erano tutti un po’ teologi, sapevano bene che le Anime Purganti, le quali stavano scontando una pena per le loro colpe nel fuoco del Purgatorio, non potevano fare del bene a se stesse, ma ai vivi sì.
Per tale ragione le Anime Purganti erano le più interessate ad aiutare i cristiani vivi: questi in cambio di un favore potevano abbreviare le loro pene con preghiere e messe in suffragio.
I Morti erano dei preziosissimi alleati e per i cristiani della Piccola Pancia avevano la stessa importanza che i Moderni attribuiscono alle Polizze per la vita e alle Assicurazioni contro gli infortuni.
Last modified 2006-10-06 05:05 PM