UN TREVIGIANO A CASABLANCA
Alla scoperta dei distretti inustriali in Marocco
1-6 dicembre 2001
Un trevigiano a Casablanca
1-6 dicembre 2001
I giorni in cui si dibatteva la questione Palaverde-Ramadam mi trovavo a Casablanca, su invito di Confindustria che stava sviluppando un progetto “Distretti industriali in Marocco” in collaborazione con la CGEM (Confederation Generale des Entreprises du Maroc).Casablanca è un luogo privilegiato per commentare le vicende che hanno appassionato il mondo trevigiano.
Ogni sera, per una settimana,ho mangiato cuscùs o tagine.
Cuscùs è un piatto speziato di origine maghrebina a base di semola, carne e verdura.Tagine è pure un piatto a base di pezzi di carne(o di pesce) e di verdure,cotti in un recipiente conico di terracotta.In Marocco tutto è un po’cuscùs, un po’ tagine: mescolanza di paesaggi,di lingue,di culture,di forme, di colori, di sapori…
…di paesaggi. Viaggio da Rabat a Casablanca. Pomeriggio.Il treno affollato di studenti che tornano dalla scuola. Dal finestrino scorrono le immagini…Pecore e mucche al pascolo.Ciuffi di eucaliptus. Ragazzi che giocano a calcio su un prato,senza porte.Un piccolo villaggio,strade in terra battuta.Cieli di antenne paraboliche. A Schirat molti studenti che scendono hanno gli zainetti colorati.Le ragazze le mani tatuate. Orti. Asini.Trattori che arano.Una zona urbanizzata:i lotti abbandonati, pieni di erbacce.Una scuola con sciami di bambini. Dopo Boulnika la campagna è incolta. Pecore. Acquitrini. Mucche. Brughiera.Sacchetti di plastica,disseminati tra i campi, provenienti da una sterminata discarica. Grandi eucaliptus in lontananza.Tantissime pecore. Bosco. Pozze d’acqua.Una selva di palazzi. Minareti.Campo sportivo con immondizie. Deposito di auto. Bandiere. Villette. Giardini. Una grande baraccopoli fatta di costruzioni basse sulle quali svetta un minareto. Case moderne tra palme.Stazione di Mahomedia. Ancora palme. Immondizie. Orti. Cespugli. Mucche. Acquitrini. Tralicci.Asini con pecore. Casette bianche.Un deposito di bombole.Una baraccopoli…fra le immondizie..Case in costruzione...
Casablanca è un cuscùs di baraccopoli fatiscenti, di ville sfarzose e di grattacieli. Nel suo ventre gigantesco, tra flatulenze micidiali di scarichi,si agitano quattro milioni di persone. All’inizio del 1900 ne contava 20 000. Casablanca è la seconda città più popolata dell'Africa, dopo Il Cairo.
Bilinguismo
L’europeo ha imposto la sua lingua all’arabo:in principio era un segno di superiorità. Oggi la situazione è direi rovesciata. L’arabo capisce il tuo francese, tu europeo non capisci il suo arabo. Uno studentello qualsiasi a Casablanca ti risponde svelto nella lingua di Molière.In Italia quanti laureati o persone di media cultura dimostrano la stessa agilità con quella di Shakespeare?
Il tempo
Per le strade si incontrano donne con il velo e ragazze in blu jeans. Uomini in abiti occidentali e vecchi in abiti tradizionali. In Europa ogni abito ha il suo tempo. Nessuno gira in costume goldoniano,se non a Carnevale.Invece il marocchino che indossa lo jellaba (la veste lunga ) il taguia (il baschetto) e calza le balrha (ciabatte) non è in maschera,nè appartiene a un gruppo folkloristico.Sta vivendo il suo presente con la cultura di ieri.
Cuscùs di culture. Khalid Abaroudi, segretario generale di CGEM (Confindustria marocchina),un giovane colto e cordiale,mi dice che in Marocco si possono incontrare il Medio Evo e la modernità,le tradizioni più rigide della cultura araba e le novità più sorprendenti del mondo occidentale.
…e di religioni La religione più praticata è ovviamente la mussulmana(98,7% principalmente sunniti).Ma i cristiani(1,1 % ) hanno a disposizione diverse chiese. I cattolici: Notre Dame de Lourdes,Notre Dame de Guadaloupe, Sant Francois d’Assis, Carmel Saint Joseph,di Christ Roi.C’è una chiesa per gli Anglicani,una chiesa per gli Evangelisti,una chiesa per gli Ortodossi e ben tre sinagoghe per gli Ebrei(0,2%).In fatto di tolleranza forse i mussulmani di Casablanca possono dare qualche lezioncina ai veneti e in particolare ai trevigiani?
La Moschea Hassan II,inaugurata nell'agosto 1993, è una delle pochissime aperte anche ai non mussulmani. Per dimensioni è il secondo tempio musulmano del mondo, dopo la moschea della Mecca. E’ un cuscùs di materiali: il legno di cedro dal Medio Atlante, i marmi da Agadir (ma anche da Carrara), i graniti da Tafraoute, le zellij da Fès. I 50 lampadari di vetro del peso di 1200 kg l'uno furono invece realizzati a Murano. Le pareti della moschea sono una sterminato sfolgorio di zellij.
Le zellji
Le zellji sono le piccole piastrelle di ceramica smaltate.Mosaici di zellij sono ovunque. Con esse si rivestono le moschee e le hall degli hotel di lusso.Gli edifici pubblici,le ville e le fontane. Le nostre chiese traboccano di immagini e di statue. Ogni figura è tempo che si fa carne.E’ spirito che diventa materia.Gli zellij disegnano le superfici con ricami astratti di colore. L’Islam pare senza tempo.La sua misura è l’eternità
Cuscùs Donna
Su l’Opinion,quotidiano di Casablanca,5 dicembre. Fatima Bouzenirh,della facoltà di Lettere di Rabat in un lungo servizio analizza il fenomeno nuovo delle “ celibataires” in Marocco.Fino a qualche decennio fa il matrimonio era il destino di tutte le ragazze.Il celibato era bandito socialmente e culturalmente.Nello studio si fa una coraggiosa disamina delle violenze contro la donna nella società patriarcale. All’Afem (Associazione femminile imprenditrici marocchine) incontro la fondatrice e attuale presidentessa:si chiama Karkri-Belkeziz, amministratore delegato di una azienda di informatica. E’un esempio del grande mutamento della donna marocchina.,veste all’occidentale, ha il piglio della manager che potremmo incontrare in una qualsiasi azienda italiana..”Più che la religione è la tradizione a condizionare pesantemente la donna- dichiara Karkri-Belkeziz E’ il profondo mondo agricolo che fa sentire le sue antiche pulsioni. L’Afem, tra i suoi obiettivi, ha quello di far partecipare le donne alla vita politico-sociale del Marocco e di far crescere il numero delle donne imprenditrici.Il giovane re è dalle loro parte.Per il prossimo 20-22 febbraio l’Afem organizzerà un importante Forum internazionale.
Miss
Dal 20 luglio 2002 Casablanca ha la sua prima reginetta di bellezza, scelta tra 4178 candidate.In quanto a Miss Marocco per non urtare la suscettibilità degli islamisti, gli organizzatori l’hanno battezzata “Gazzella dell’Atlante”, un’espressione dal suono meno occidentale. Anas Yazuli su Internet, dichiara. “ La società marocchina non la pensa come gli islamisti.Ogni giorno questi estremisti perdono un po’ d’influenza sulla popolazione.
Partiti
In verità il partito islamista PJD( Parti de la Justice e du development) ha ultimamente triplicato i suoi voti;ma non desta preoccupazioni perché esprime l’ala moderata dell’islamismo.Il PJD è all’opposizione ,mentre il Governo è formato da una coalizione composta dai socialisti e da un insieme di partiti nazionalisti. Per Michele Tommasi, dell’ambasciata italiana,in Marocco oggi si respira un’aria di sicurezza.Una tolleranza frutto della convivenza secolare tra diverse etnie.Da lungo tempo in Marocco è attiva una comunità ebraica intraprendente,e ancora oggi un ebreo marocchino è tra più ascoltati consiglieri del re.
Il Re
Sua Maestà Mohammad VI è il giovane re del Marocco.In quanto Commandeur de croyants incarna l’autorità sia spirituale che temporale. La sua elezione ha suscitato molte aspettative.Egli gioca un ruolo di stimolo e non risparmia osservazioni ai politici. “Forse- dice Michele Tommasi - l’opinione pubblica si era illusa che il giovane re accelerasse la trasformazione. Ma ci vuole pazienza.Le cose per cambiare hanno bisogno di tempo”.
Europa
Gli scambi tra l’Europa e il resto del mondo rappresentano il 30% contro il 70% tra i paesi europei.Il Marocco è interessato per un a valore del 5%. Per quanto riguardo gli investimenti il Marocco attira l’1% degli investimenti europei.
Italia
L’Italia è il terzo partner commerciale del Marocco.Prima viene la Francia (con una cifra tripla rispetto al nostro paese),segue la Spagna.Dopo l’Italia vengono la Germania e il Portogallo.Michele Tommasi,sottolinea che l’Italia potrebbe giocare un ruolo più incisivo.Il nostro paese non ha un passato coloniale,come la Francia; non ha contenziosi ,come la Spagna e il Portogallo, che stanno litigando con il Marocco per i diritti di pesca.L’Italia gode di una buona immagine Anche a Casablanca ci sono pizzerie,ristoranti con l’immancabile pasta; caffè con gelati fatti di ingredienti italiani.I prodotti del buon vivere(il Censis lo ha sottolineato nell’ultimo suo Rapporto che sono la nostra grande risorsa) piacciono ai marocchini.
I distretti italiani
A Rabat, Bousselham Hilia, segretario del Ministro del Commercio Estero, mi parla di un positivo progetto di collaborazione nel settore cuoio,ma purtroppo lamenta tutto è rimasto nella fase delle buone intenzioni. Omar Oukrid,direttore di PAAP ( un Progetto finanziato dalla Comunità Europea) è molto interessato all’esperienza italiana dei Distretti. A Casablanca ci sono circa 1300 aziende del Tessile-Abbigliamento .Il 70% con circa 15.000 occupati è concentrato in un quartiere della città. Si tratta di numeri da distretto italiano,perché fra le 1300 ditte sono rappresentate tutte le fasi della filiera. All’Amith,(Associazione marocchina del Tessile –Abbigliamento), Abdelali Berrada, e Mohamed Tazi,rispettivamente presidente e segretario generale, credono molto nei distretti italiani. Il Marocco,come l’Italia, ha un tessuto industriale fatto di piccole e medie imprese.”C’è’ bisogno di concretezza”- dice Adnan Debbagh,presidente della federazione PME-PMI della SGEM. Ha studiato alla scuola italiana e conosce ottimamente il nostro paese. I distretti potrebbero essere un modello per il Marocco. E sulla stessa lunghezza d’onda è Mouhecin Ayouche,direttore delegato della CGEM. Di fronte a tante aspettative speriamo che l’Italia non semini troppe illusioni.
Resortissant
Resortissant è il marocchino che vive all’estero: il nostro extracomunitario.Proprio sulle pagine di Le Matin mercoledì 4 dic.,c’è la cronaca dall’Italia di un resortissant arrestato per furto in un paese vicino a Brescia.Rilasciato, il marocchino viene sorpreso nuovamente a rubare.Il fatto viene raccontato con obiettività,senza alcun vittimismo. Kerdoudi Jawad, della CGEM parla chiaro:in Europa vengono i più disperati.Non rappresentano tutto il Marocco.Per disciplinare l’emigrazione selvaggia bisogna favorire lo sviluppo. Michele Tommasi conferma:molti marocchini che vengono in Italia spesso non sanno il francese(segno che non appartengono alla classe più evoluta del Marocco). Il Marocco deve affrontare due emergenze:a Sud la pressione dei popoli dell’Africa sub-sahariana,e a Nord lo sconfinamento dei marocchini verso l’Europa.Per controllare migliaia di chilometri ci vogliono mezzi.Soprattutto motovedette per sorvegliare le coste del Mediterraneo.Se l’Italia,paese ben più ricco e progredito,è in difficoltà,cosa può fare il Marocco con confini immensi come quelli del deserto? E ribadisce:lo sviluppo in Africa è l’unico mezzo efficace per contrastare la fuga dall’Africa. L’Europa,l’Italia dovrebbero investire di più in tutto il Maghreb.
Gli emigranti :da problema a risorsa.
La politica estera italiana comincia nei comuni. Ogni sindaco dovrebbe sentirsi un ambasciatore. Me ne rendo conto ai cancelli dell’ambasciata italiana,a Rabat. Abdelichalek Boulahya è un giovane sveglio, che parla disinvolto l’italiano,fa l’imprenditore a Milano.Sta cercando un Visto per il fratello.L’Italia gli ha portato fortuna. I presenti l’ascoltano attenti.Ci sono troppi equivoci a proposito degli extracomunitari. Se ne parla solo,o soprattutto,come un problema di sicurezza. Invece ogni emigrante che ritorna e parla bene dell’Italia è un formidabile strumento per far crescere la stima del nostro paese all’estero..
Filantropia..buoncore…buonismo…
Il papa esorta i cristiani all’accoglienza. La Caritas,le associazioni del volontariato si chinano come il buon samaritano sugli infelici emigranti. Gianantonio Stella ci ricorda,giustamente, che noi veneti qualche decennio fa eravamo come gli albanesi e i marocchini. Gli industriali rimarcano che il Veneto ha bisogno degli emigranti per far funzionare le aziende e mantenere il nostro standard di vita.Mi sembra l’approccio più corretto.Anche se suscita critiche e allarmismi.La beneficenza sgorga da una melassa di sentimenti equivoci,e nasconde un senso di superiorità.Io do,tu ricevi.Gli emigranti non sono né criminali nè handicappati.Sono il motore della storia. I popoli che hanno lo stomaco delicato e rigettano gli emigranti sono popoli vecchi. O malati.
Paure
Il ritornello ossessivo sulla stampa trevigiana:ma i marocchini che conosciamo noi, non sono quelli cosmopoliti di Casablanca .I marocchini nostrani rubano,smerciano droga,sono dediti alla microcriminalità etc. Proprio il giorno della mia partenza per il Marocco,la Tribuna,cronaca di Montebelluna, raccontava di tre marocchini sorpresi in una casa,dove si erano insediati, abusivamente.Una vicenda,addirittura grottesca.Se al posto dei marocchini ci fosse stato Totò l’avremmo scambiata per il soggetto di un film neorealista. Questo giustifica un giudizio così categorico nei confronti di tutti i marocchini? E poi la Storia…dovrebbe farci meditare.
La Storia
L’occupazione francese in Marocco debuttò nel 1906 con un massacro.Nel 1912 Parigi instaura il suo protettorato. E l’occupazione coloniale francese non fu solo beneficenza. Diventato indipendente nel 1956 il Marocco non ha cancellato per recuperare la propria identità ogni traccia della civiltà occidentale.Il francese è la lingua dell’amministrazione e della diplomazia..Pur restando fedele alla propria religione, ai propri usi e costumi,il Marocco ha assimilato tanti aspetti dell’Occidente Nel loro cuscùs culturale c’è posto per l’Islam e per la modernità. C’è una tensione di trovare un accordo fra crescita economica,liberalizzazione e Islam.
ISO islamica
Durante un incontro de l’APRAM (Associazione professionale agenti marittimi) Moulay Abdellah Amadour ha presentato il tema:La qualità secondo il patrimonio culturale marocchino. “La produzione viene dal cervello umano,ma la qualità della produzione viene dal cuore…Come convincere le persone a mettere del cuore nel loro lavoro? …Alcuni principi del Profeta si ritrovano nelle norme ISO 9000,9001…La qualità del lavoro è innanzitutto richiesta dalla religione e sarà ricompensata dal nostro Dio.”
Strategia di conquista
Dalla pancia del Veneto profondo vengono su rigurgiti di paure assurde:i marocchini e gli altri extracomunitari invadono l’ Europa con una precisa strategia colonizzatrice. Esagerati!L’emigrante non è mai un conquistatore.Sono i popoli sazi e insaziabili che vogliono conquistare e sottomettere. Il popoli affamati e disperati cercano solo un luogo dove condurre una vita degna di essere vissuta.
La paura dei marocchini o di altri extracomunitari è spropositata e irrazionale.La colorata,suadente narcotizzante pubblicità americana è più devastante nei confronti della nostra identità di tutti gli extracomunitari.
Orgoglio
Se non fossero disperati, i marocchini se ne starebbero a casa loro.Sono orgogliosi del loro paese.Non solo i depliant turistici decantano un Marocco infinito.”Abbiamo tutto”,dice Said,un giovane funzionario di Confindustria marocchina. “Montagne con la neve,colline,pianure, foreste,deserto,mare…”All’ingresso della Grande Moschea di Hassan II un poliziotto,di fronte alla mia ammirazione,commenta:”E’ come le piramidi d’ Egitto”.
Questo popolo più volte conquistato(dai portoghesi,dagli spagnoli,dai francesi,) potrebbe esserci di lezione.Hanno conservato la loro cultura… le loro tradizioni…malgrado tutto.
ECOLOGIA.Dipende dal punto di vista
Da Casablanca anche il problema ecologico assume risvolti sorprendenti per un europeo. Marie Barraud,su Economia(Casablanca dicembre/gennaio 2002) scrive:”Il Sahel retrocede.Questa zona semi-arida che si estende dall’Eritrea all’Etiopia,a Est,fino al Senegal e alla Mauritania,all’Ovest, potrebbe smentire coloro che si allarmano della crescente desertificazione? Questa interessa ormai il 45% della superficie terrestre. Ma secondo studi della Nasa, l’agenzia spaziale americana,la superficie delle zone desertiche del Sahel dal 1984 sarebbe diminuita circa del 16% …In parole povere il riscaldamento del pianeta,causa principale delle inquietudini ambientali in Europa, avrebbe delle conseguenze benefiche sul Sahara…”(!) Che dire?
Il futuro
Il Marocco è destinato a diventare un paese chiave dell’Africa.Da una parte perché riesce già oggi ad interpretare il ruolo di mediatore fra l’islamismo e la cultura occidentale;dall’altra perché è un paese di frontiera con l’Africa sub-sahariana.L’Africa non è solo aids, fame, sottosviluppo… Certamente ci sono questi mali terribili in dimensioni catastrofiche.L’Africa diventerà il prossimo campo di battaglia per il petrolio?Gli Americani si stanno interessando sempre più del Golfo di Guinea…
Hollywood.
Casablanca è un tassello nella nostra corteccia cerebrale.Ce l’ha piantato il cinema. E in quanto immagine cinematografica è un luogo non luogo.Il caffè dell’americano Rick ( il mitico Humphrey Bogart) che incontra la non meno mitica Ingrid Bergman , sua ex amante ora sposata ad un francese della resistenza (Henreid), non si trovava a Casablanca nel Marocco francese. Tranne la sequenza iniziale dell'aeroporto, l'intera pellicola è stata girata in uno studio della Warner Bros,a Hollywood.Si tratta dunque di una Casablanca fasulla. Ma quante cose di Casabalanca,del Marocco e dell’Africa sono luoghi comuni,sono racconti pittoreschi di scrittori a caccia di emozioni esotiche? Casablanca non è tutto il Marocco e il Marocco non è tutto il mondo arabo.Ma un miliardo di persone non possono essere superficialmente liquidate con qualche pregiudizio.
Aldo Durante
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Last modified 2006-10-14 04:26 PM
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