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UN TREVIGIANO A FEZ

Viaggio alla scoperta dei distretti inudtriali in Maroco Dicembre 2001-gennaio 2002
 

FEZ

Gennaio 2002


A Fez il salto è ritroso è stato ancora più vertiginoso. Il distretto della concia nella Medina è un tuffo nel Medio Evo.
Ho sentito gli odori  del vecchio Mercato di Montebelluna come doveva essere prima che fosse trasportato dal colle al piano.


Notte

Dall’Hotel les Merinides, sotto la luna fredda di gennaio, la Medina di Fez sembra un presepio. Da piccolo mi incantavano le piccole luci dentro le casupole orientali. Il cielo era di carta azzurra. Le montagne marron. Qui, passeggiando ai bordi della piscina deserta, vedo la macchia scura del Grande Atlante. I fantasmi della Letteratura. Arance. Crotali. Pierre Loti Au Maroco.

 

Ospitalità

L’ospitalità marocchina si rivela esuberante. Avevo chiesto una guida e mi arriva una delegazione: due funzionari della Prefettura tra cui M.Rachdi, Chef de Division des Affaires économiques e il professor Driss Lahraichi, plurilingue cultore di storia patria. Driss ha fatto da guida al presidente Goria, al presidente Ciampi…mi snocciola una lista di personalità italiane che hanno visitato la città imperiale di Fez.

 

Il mercato delle pelli.

E’ fuori della Medina.Niente selciato.Niente fossi per lo scolo.Pozzanghere e fango dappertutto.Gli uomini arrivano sotto la pioggia. Scaricano e contrattano

 

La verità

Con la luce del mattino scopro che la Medina non è Alberobello con i trulli rifatti e ridipinti a norma di ASL. Né i Sassi di Materia trasformati in emozioni turistiche usa e getta.

La Medina di Fez è il Medio non quello ricostruito a fini turistici o per girare un film in costume. E’ il Medio Evo vero vivo sgargiante e puzzolente. Immaginate le calli di Venezia attraversate da muli.

Una gruviera di cubicoli, tuguri, palazzi, moschee, laboratori, negozi La sporcizia. La durezza. La bruttezza del lavoro.E’ un cuscus d’Inferno e Paradiso. L’Inferno è il lavoro sporco di migliaia di condannati . Quasi intatto come ai tempi di Dante. Il Paradiso sono le cose belle fabbricate per i turisti.

Il trillo del cellulare ci riporta al secolo XXI.

Ad ogni passo qualcuno ci saluta.


Il saluto

Driss cita le parole della Sunna per spiegarmi come il saluto sia un obbligo morale Quando uno passa davanti a più persone e saluta,almeno una deve rispondere al saluto. Se nessuno risponde,peccano tutti. Se uno risponde al saluto,tutti sono perdonati di questo peccato

Mi viene in mente un aneddoto trevigiano. Un artigiano si rivolge al segretario comunale perché offeso nell’onore:aveva salutato un vicino e questi non gli aveva risposto. Il segretario giustifica il non saluto perché era notte e col buio non c’era obbligo di rispondere al saluto. (Montebelluna 1844!)


Piove

Scende una pioggia minuta.La terra battuta si trasforma in fango.La puzza degli escrementi di mulo si mescola ai profumi di pane cotto.


Il fornaio

Entriamo in un antro buio. Riconoscono in M Rachidi un funzionario della Prefettura :ci porgono il pane in segno di ospitalità. Nella Medina –dice Driss - ci sono spazi pubblici,la scuola e la moschea,e semipubblici,la corte e appunto il forno. Alla parete uomini seduti per terra aspettano il loro turno. Portano le focacce per cuocerle al forno comune.Ogni famiglia ha un suo marchio che permette al fornaio di riconoscerne il pane.

M Rachidi dice che a volte i genitori si rivolgono al fornaio per avere informazioni sui pretendenti della figlia.


Le botteghe sono due metri per due. Loculi di fatica e sudore. I muli macilenti corrono carichi nel fango. Una donna accucciata nel fango con un fagotto di stracci(dal fagotto spunta una testolina) chiede l’elemosina.Archi Nicchie. Porte di cedro.


La casa

La Medina è una cascata di case. Driss cita il profeta Maometto:”Costruisci la tua casa in modo da non potere vedere nel cortile del vicino. Non impedire al tuo vicino di fissare una trave di legno nel muro esterno della tua casa.”

Un gruppo di materassai gioca a carte.


Le fasi della concia

Dall’alto di una terrazza osservo le vasche per la concia. Continua a piovere.Nel fango gli operai compiono il loro sporco lavoro.

1 -Le pelli vengono immerse nella calce.

2- Poi vengono pulite con la crusca di grano che assorbe la calce di cui si sono impregnate.Per renderle più morbide e lisce vengono pure usati gli escrementi di piccione che contengono un acido idoneo ad assorbire la calce.

3-Le pelli sono trattate col tannino.Un tempo tale operazione si faceva coi piedi.


Un conciatore possiede una o più vasche. Il 15% sono proprietà del Culto(Ministero dell’Islam) Un terzo dell’intera città di Fez è proprietà del Ministero del Culto. (Anche a Roma 150.000 vani sono proprietà del Vaticano o di Ordini Religiosi)

Chi contribuisce a costruire una moschea avrà una casa in paradiso,Tutti i marocchini hanno contribuito a innalzare la grandiosa moschea di Casablanca.Tutti le case e le botteghe accanto alla moschea sono proprietà del Culto.Nel !4 sec. Fez contava 800 moschee. Ogni ne restano circa 200. Ma i laboratori continuano ad essere attivi.


Collaborazione


Ogni laboratorio svolge tutto il ciclo.Si lavora a cottimo

Prima forma di collaborazione:acquisto di una macchina per il lavaggio usata da tutti i produttori.


Concerie

Cinquant’anni fa le concerie erano circa 80,oggi sono ridotte a 3:2 piccole e 1 grande.

Un tempo esse si trovavano sulla riva del fiume che attraversava la Medina.


Corporazioni

Ogni HARFA, (mestiere), è organizzato in corporazione. C’è quella dei Conciatori,delle Babouche (ciabatte),dei Cuscini di pelle (puf),dei Portafogli e portamonete,delle Scarpe moderne

Come le altre Corporazioni,anche quella dei Conciari ha un suo Amin.


Amin

L’Amin è il capo, eletto dai conciari per la sua esperienza.Egli è preposto alla organizzazione, conciliazione dei contrasti tra i produttori e tra questi e i clienti. C’è chi affitta la sua vasca quando non intende lavorare.


Il Muthtassib (Prevosto)

Tutti gli Umana (pl.di Amin) sono controllati da un capo Muthtassib (Prevosto) E’ l’autorità amministrativa,di nomina reale, che controlla la qualità dei prodotti e i prezzi.Ha il suo ufficio nella Prefettura.Quando un artigiano ha un problema si rivolge al Prevosto Muhtassib che poi convoca l’Amin del mestiere.Per lo stesso problema possono essere convocati più amin. Prima si tenta l’accordo.Ad esempio un jellaba non è ritenuto perfetto..il sarto deve pagare la stoffa.

Se un artigiano non si comporta correttamente,”sporca il mestiere” viene espulso dalla Corporazione.

La decisione spetta al Prevosto.Il Prevosto gira per la Medina a controllare la qualità dei prodotti.

Il Prevosto deve essere una persona esperta e saggia.In una parola “religioso”.Religioso non perché svolge un ruolo ecclesiastico, ma perché ha solo paura di Allah,non degli uomini. E quindi non fa preferenze,ma si comporta con saggezza e prudenza.

Una volta un Prevosto mentre faceva il suo solito giro di ispezione ha trovato un venditore che aveva allungato il latte con l’acqua. Il Prevosto ha costretto il lattaio a rovesciare tutto il latte sulla strada:un modo clamoroso per mostrare a tutti l’imbroglio.La stessa sorte può capitare a chi mischia l’olio d’oliva con quella di arachide.Insomma il Prevosto è il controllore della qualità

Il Prevosto è pagato bene,circa 1000 euro al mese.Un operaio ne guadagna 300.


Labirinto

Suq traboccanti di mercanzie.Cortili nascosti. Gli umidi androni. I sottoportici Profumi speziati dell’arrosto.Arriva un mulo di slancio. .Lo guida un uomo cieco.Gli effluvi del cuoio macerato. Le concerie di Fez! I cuoi colorati sono detti marocchini. Qui nell’Inferno del lavoro e della fatica si producono i colori per Paradiso dei potenti.Dei turisti. E’ la storia del mondo:tanti artigiani deformi che producono la bellezza che rallegra l’ozio dei ricchi.

Officine anguste. Stanze riccamente decorate di maioliche cobalto(il celebre blu di Fez!)


Università

L’ombelico della Medina era l’Università di al Qarawiyyin..Oggi resta qualche facoltà.Sbircio dal portone.Non si può entrare:c’è lezione. Dentro la Moschea -Università(un tempo si riunivano 20000 persone) in fondo su stoie di vimini un gruppo di studenti seduti in circolo…ascoltano.Visione d’altri tempi. Maimonide..


La moschea

Simbolo della comunità.Tutti i credenti contribuiscono a costruire la moschea. Partecipare alla costruzione della casa per Allah significa garantirsi una casa in Paradiso.(Non è stato così per lungo tempo anche per i cristiani?)

Un terzo delle botteghe artigiane sono di proprietà del Culto.

Nel Medio Evo a Fez c’erano 800 moschee. Le botteghe proprietà del Culto non si possono vendere,ma solo affittare.(N:B Fino al 1872 a Montebelluna gli spazi dell’antico mercato erano di proprietà della Parrocchia. Il plateatico serviva per le spese del Culto)


Maristan

Nel sec.XII nella Medina di Fez c’era l’ ospedale psichiatrico di Sidi Frei dove si curavano i pazzi con musiche andaluse.


Slarghi angusti. Saliscendi. Ogni qualche metro c’è un ingorgo.Laboratori affumicati di caligine. Sotto le acque sporche e impetuose del wali. Sarti,tintori,fabbri,falegnami tagliano cuciono decorano scalpellano.Le stoffe di Fez!


Tessuti

A Fez ci sono 76 laboratori di tessuti


Un giovane fabbro

L’operaio ha le mani piccole come quelle di un bambino.La testa grossa,con gli occhi vivi di un bambino.Ma la pelle è segnata da rughe di un uomo.Seduto con le gambe incrociate picchia con un martelletto su una pentola di rame. Manovra il suo attrezzo con la perizia di un artigiano esperto che conosce il suo mestiere.Accanto a lui altri operai,uomini fatti,vecchi che picchiano con i loro martelletti su pentole di rame..La stessa fatica bestiale di secoli fa.Perché non scappano da questo Inferno? Quali sono le alternative?

Nascondersi nei boschi del Nord aspettando qualche nave di negrieri che li sbarcano in Europa? Diventare vu cumprà in qualche spiaggia italiana?

Forse quel giovane che picchia col martelletto è più saggio di tanti suoi compagni che hanno reciso il cordone ombelicale della loro Medina? La pentola di rame ,quella sì prenderà le strade del mondo.


Tetti minareti.Altissime mura di terra cruda. Colore ocra intenso.Archi a ferro di cavallo.

Giardino dei silenziosi,il bianchissimo cimitero.La penombra di un caravanserraglio abbandonato ridotto a magazzino…

Re Sultani. Aranci e limoni. Asinelli.Un incantevole patio. Uno splendido cortile. Intagli. Smalti colorati. Frescura:luce dorata.Soffitti di legno incisi a mano. Muri traforati di gelosie. Archi leggeri. Marmi bianchi. Zampilli d’acqua…Pentole di rame. Scatole profumate di legno di tuia e di cedro. Tintori .Calderai. Musicanti… Pantofole di morbida pelle …


Un ciabattino

Entro in un loculo della fatica.In due metri quadrati lavorano tre persone. Un vecchio rugoso…un uomo che taglia col trincetto,un giovane mi offre un sorriso di denti marci.Da quelle mani consumate escono babbucce di Cenerentola..

Driss mi racconta di un ciabattino che aveva usato la plastica per fare la suola alle babbucce usate per recarsi nella moschea. L’Amin tagliò a pezzi le babbucce e le appese al centro del suk.

Messo alla gogna l’artigiano perse la credibilità.


Un distretto antico

Nella Medina lavorano il cuoio circa 900 microimprese che occupano 3000 artigiani. La tecnologia è molto rudimentale. La produzione è per il mercato locale e per l’Algeria. Il problema è migliorare la qualità. Curare di più l’alimentazione degli animali da cui provengono le pelli. I terzisti lavorano per Casablanca. I calzaturifici con 200-300 addetti sono 2.Driss dice che le cose non vanno mica bene.Ne hanno approfittato un po’ ai tempi della mucca pazza…


Il distretto mediterraneo

Finito il giro per la Medina mi par di concludere che il distretto industriale è un modello che ha un’anima mediterranea. A Firenze,a Montebelluna come a Fez la struttura era la bottega. La forma di organizzazione:la famiglia.. I valori:la religione,il vicinato. Il luogo di vendita il mercato.


Potterie di Fez

I lavoranti della creta sono stati spostati fuori della Medina.I forni erano troppo inquinanti.200 operai. Uomini,vecchi,ragazzi in stanzucce di terra battute,senza vetri..Mi fa da cicerone un giovane poco più che ventenne.

Un vecchio modella con le mani la creta.Una tecnologia che avrà duemila anni.In una stanzuccia accanto un giovane- orologio e maglietta americana –disegna una tazzina:gesti,colori pennelli di mille ani fa.

Nella potterie si sfoglia un calendario i cui giorni sono lunghi come secoli. I colori sono quelli del tempo di Mille e Notte.Il blu di Fez! Finalmente vedo all’opera un artigiano che taglia una piastrella di ceramica in minuscole zellij.

All’ora di pranzo gli operai sospendono il lavoro.Un piatto in comune dal quale ognuno prende il suo boccone. Scena biblica.Chiedo alla mia guida:”E se uno si mostra più ingordo?”

Driss sorride.”La prossima volta,verrà escluso dal pasto comune”.Dunque vige un’autoregolamentazione. Mi ricorda la mia infanzia:il grande tagliere con la polenta fumante…

Sera

Il ristorante nel quale mangio la sera in compagnia del professor Driss sta nel cuore della nuova Fez. Gli chiedo:”Come sono i vostri rapporti con gli Ebrei? Driss parla lentamente,quasi con solennità:” Il proprietario di questo ristorante è ebreo.Il mio medico è ebreo (Costa poco,ordina poche medicine,e guarisce in fretta).Il mio barbiere è ebreo.. Uno dei consiglieri più fidati del re è ebreo!


Created by aldo
Last modified 2006-10-14 10:42 AM
 

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