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TORONTO 1982

In visita ai Trevisani
 

Martedì 17 novembre 1982

 

Visito la Saint Basil Catholic Hight School frequentata da centinaia di studenti figli di emigranti italiani. La cosa che più mi colpisce è l’orgoglio dichiarato delle proprie origini italiane .

“I’m proud to be italian”.

Eppure si tratta di cittadini perfettamente integrati che mai tornerebbero in Italia, anche se dimostrano un forte attaccamento alle loro origini.

In Canada il Governo non sente questo attaccamento alle proprie origini come una minaccia e tanto meno come un’ alternativa alla nuova nazionalità. Nella biblioteca di Toronto ho visto sugli scaffali libri di 36 nazionalità.

Si dirà che Montebelluna non è Toronto, ma i problemi del multiculturalismo sono stati vissuti in Canada prima di noi. Un’altra cosa che mi ha sorpreso è stata la testimonianza di docenti della scuola italiana i quali mi hanno osservato come i più volenterosi, i più determinati a cambiare le loro condizioni siano i figli degli italiani ed i figli degli ebrei rispetto ai più sicuri, garantiti, inseriti figli degli anglosassoni che sono arrivati in Canada da diverse generazioni.

Non potrebbe essere così anche per i nostri figli, così protetti, coccolati, viziati, così poco autonomi, rispetto ai figli degli extracomunitari che crescono per certi aspetti quasi abbandonati a se stessi, come lo erano i bambini montebellunesi fino a qualche decennio fa?

 

Lunedì 23 novembre 1982

 

Visito con Andrea Pozzebon i cantieri della sua impresa edile. A contatto con i Canadesi i Veneti hanno modificato il concetto di casa, da sempre vissuta come un mito, il punto di riferimento, e hanno dovuto accettare l’uniformità alle case in serie.

Una casa si può fare in un giorno, mi spiega Pozzobeon La qualità dell’abitazione è poi caratterizzata dalle rifiniture, dalla posizione e dalla grandezza. Solo la tipologia lusso ha il pavimento in ceramica.

La cosa sorprendente, dice Pozzebon, è il rapporto che i Canadesi hanno con la casa: l’abbondanza di legname fa sia che sia il materiale preponderante, la seconda caratteristica è che le case sono fatte in serie e quindi i costi di produzione sono minori che in Italia; anche i materiali sono quelli più semplici. Muratura e ceramica che in Italia si trovano ovunque, anche nelle case più modeste, in Canada sono un lusso. Un altro aspetto che differenzia la cultura canadese da quella italiana è che la casa non è la “dimora-rifugio” per tutta la vita, è normale che si cambi più volte abitazione a seconda che la famiglia cresca o diminuisca.

In Canada la casa è un bene transitorio, come per tutta la civiltà americana.

Dunque i Veneti hanno portato con sé l’ossessione della casa, ma in Canada hanno accettato una nuova cultura. Perchè non dovrebbe essere così anche per popoli che sono immigrati tra noi?

Created by aldo
Last modified 2006-10-14 05:22 PM
 

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