Tzimtzum
Il grido di un Dio fallito
I. IL SEPOLCRO
Questo è il mio sepolcro,
e questo è il mio corpo.
Notate i fori dei chiodi
nelle mani e nei piedi;
osservate i segni dei flagelli
e della corona di spini;
esaminate la ferita
esangue al costato.
Come uomo perfetto
sono un cadavere vero;
in quanto Figlio di Dio
sono incorruttibile.
Splendono le luci del sabato,
eppure sono intatto.
Col Padre che mi ha generato
e con lo Spirito che procede
formo la Trinità Santissima:
Sostanza Somma
incomprensibile e ineffabile
che genera, non è generata
e non procede;
perché è il Padre che genera,
è il Figlio che è generato,
è lo Spirito che procede.
A destra e a sinistra sono schierati
a miriadi cori di angeli.
Sentite qualche nenia funebre?
Non c’è soffio di lamenti
intorno al mio corpo straziato.
Tutto il cielo è informatissimo
del prossimo accadimento.
Forse di fronte all’avversario vinto,
gli angeli ribelli sono in festa?
I demoni, spiriti acuti,
sanno che la mia morte
presto si tramuterà in beffa.
Dunque, l’Inferno tace.
Mia Madre, Cristokos,
è tutta dolorosa e lacrimosa;
ma in quanto Teotokos
non ha spada nel cuore
conficcata, non è inconsolabile
come una qualunque madre.
Questione di giorni e mi vedrà
sfolgorante di gloria.
Per gli uomini è un’altra cosa.
I miei discepoli,
conigli nella tana,
sono storditi, confusi, angosciati.
Anche i sacerdoti
sono preoccupati,
hanno messo delle guardie al sepolcro:
temono un trafugamento.
II. LA MIA MISSIONE
Quando aprii gli occhi,
il Tempio mi apparve
un luogo desolato,
abitato da sacerdoti vuoti,
da sacerdoti impagliati,
con le teste piene di scritture
che si appoggiavano l’un altro.
Ahimé, nessuna testa
impagliata riconobbe
il segno dei tempi.
A me! La storia della mia missione.
Mi piacevano le sinagoghe
col soffitto di nuvole e di azzurro.
Il mio trono era un masso
all’ombra di ulivi
o una barca sul lago.
Celebravo i miei riti
lungo le strade, nelle piazze,
sotto una pergola
o nell’allegra confusione
di tavole imbandite:
voci, cani e gatti,
rumori di stoviglie,
piatti, risa di bambini.
Niente scene magiche,
penosi silenzi
sotto assurdi baldacchini
con tanto di iconostasi.
Donne amorose mi seguivano
in ogni tempo, bianco o nero;
in ogni ora, rossa o viola.
E con loro pescatori rozzi,
pubblicani convertiti,
giovani idealisti,
mocciosi scalzi.
Inventavo parabole
accessibili agli idioti.
Confondevo con indovinelli
e varie arguzie i sapienti.
Scrivevo sulla sabbia
le scappatelle dei moralisti.
E facevo il guaritore.
Non avevo riposo.
Arrestavo flussi di sangue,
rigeneravo mani inaridite,
camminavo sulle acque,
facevo pesche miracolose
e placavo tempeste.
Resuscitai anche dei morti.
Mi piaceva confondere
i rabbini presuntuosi,
scompigliando i loro giochi:
risanai una sirofenicia,
un’impura emoroissa.
Non elogiavo scribi e farisei
ma povere vedove.
Fece scandalo una donna,
un tipo chiacchierato,
che mi unse i piedi
con olio profumato.
Ma vedevo troppo dolore.
Dalla Siria, dalla Galilea,
e da oltre il Giordano
arrivavano infelici,
colpiti da malattie e dolori;
idropici, epilettici e paralitici.
A chi la mia compassione?
Quel giorno alla piscina
lo storpio aspettava da trenta anni.
S’alzò col suo lettino. E gli altri in fila?
Perché la guarigione per lui solo?
Figlio di Dio, vergogna!
Il dolore mi rotolava dentro
gli occhi, mi colpiva al cuore.
Il cuore scoppiava d’impotenza.
Figlio di Dio, ma debole!
Era mezzogiorno. Sul lago
era accorsa una folla esagerata.
Pane! Pane! Ne saziai cinque mila.
Un miracolo per un pasto.
Un misero pasto. Poi ritornò
la fame quotidiana.
Figlio di Dio, vergogna!
Duellavo con gli spiriti maligni.
A Gadara strappai a Satana
due posseduti furiosi,
altri li liberai a Cafarnao
e in giro per la Galilea.
Ma i tormentati erano legioni.
Un po’alla volta mi abituai.
Un miracolo qua, un miracolo là…
Divenni triste. Avanti!
In marcia verso il Calvario.
Il Padre lo vuole!
La notte vagavo per Gerusalemme.
Avevo negli orecchi
la voce dei profeti:
”Verrà il Liberatore
dei poveri che gridano,
dei miseri che non trovano aiuto.”
Com’era piena di poveri
e di infelici la notte.
Una taverna. Soldati romani.
Rutti e tenerezza d’Italia.
Raccontavano i loro
trionfi sui pastori.
Ascoltavo e passavo oltre.
Figlio di Dio, vergogna!
Il bambino strillava per il pane.
Strillava strillava.
Il muco gli colava dal naso.
Strillava strillava.
Il muco scendeva nella bocca.
Strillava strillava.
Il padre gli urlò: ”Basta!”
e lo picchiò sbattendolo per terra.
Ascoltai e passai oltre.
Figlio di Dio, vergogna!
Una lucerna inghiottita
nel buio di un soppalco.
Una donna a gambe larghe gemeva,
e un uomo sopra di lei ansimava.
“Chiudi la porta, e aspetta il tuo turno”.
Figlio di Dio, vergogna!
Troppi poveri.
Troppi malati.
Troppi delusi.
Il male mi fiaccava.
Perché non aprire le cateratte,
perché non far scrosciare
un diluvio di miracoli?
Sulle spalle cresceva
il peso della mia impotenza.
Non vedevo prossima
la tanto promessa,
la tanto attesa pienezza dei tempi.
E poi…era proprio necessaria
la mia venuta?
Anche Budda, prima di me,
ha predicato la povertà,
la tolleranza, la temperanza,
la compassione, l’uguaglianza.
Ero pronto.
Dall’eternità stava scritto
che il Logos germogliasse
nel ventre di una donna
per venire sgozzato.
III. LA CENA
Durante la cena,
seduti a tavola,
spezzai il pane
con i miei discepoli.
Il pane era pane vero,
il vino era vino vero,
e pane e vino
erano il mio corpo vero,
perché ogni cibo
e ogni bevanda
sono corpo divino
che vive il mistero.
IV. L’AGONIA NELL’ORTO
“Bevi, ecco il tuo nutrimento”
mi disse la Divina Sofferenza.
La implorai che allontanasse
da me il calice amaro.
Per consolarmi il Padre
fece scendere gli angeli più saggi.
E con essi ragionai
del male nel mondo.
Un dotto serafino affermò:
”Il male non esiste.
Certo si verificano eventi
penosi, ma guardati
con una lente cosmica,
appaiono in armonia col tutto.”
Luce!
Erigeranno un palco nella piazza
del villaggio, i maestri porteranno
i bambini. Sul palco saliranno
tredici nemici del popolo.
I dirigenti del Partito ordineranno:
“Cantate un cantico allegro,
cantate un canto patriottico!”
Un soldato dalle braccia forti
alzerà il coltello affilato
e la prima testa cadrà sul palco.
Il canto dei bambini
si trasformerà in un pianto stridente.
I maestri picchieranno i bambini:
“Cantate un cantico allegro,
cantate un canto patriottico!”
Il soldato per tredici volte
alzerà il coltello affilato.
Tredici teste cadranno sul palco.
I bambini vomiteranno.
“L’uomo nasce dannato”
disse un rubicondo cherubino.
Un altro, più ottimista,
spiegò che il male
è un imprevisto occasionale.
Luce!
Piove. E’ giorno di festa al paese.
La folla di curiosi
si alza sulle punte
per vedere il sangue
di un ragazzo maciullato
sotto il camion.
La madre si volta contro il muro.
Il sacerdote benedice
il ragazzo, e i curiosi
in punta di piedi
rispondono amen.
Il prete fa il suo mestiere:
promette la resurrezione.
Il mio Calvario a che pro?
“Il male è solo grassa
per concimare il bene.”
Luce!
Nella camera stagna
fissato a una sedia,
stetoscopio al torace,
il condannato è in attesa
che si liberi il gas.
Nella stanza adiacente
la solita gente
si gode lo spettacolo.
Un medico alle cuffie
controlla l’agonia.
Eco l’effetto del cianuro
inibisce gli enzimi…
“Da un legno secco –
sentenziò rassegnato
un angelo illuminista –
non sboccerà mai un fiore”.
“No! L’uomo è buono! ”
gridò entusiasta
un serafino romantico.
“Viva l’utopia!”
Luce!
I bambini saranno rieducati
nei giardini di Toul Sleng.
Se fortunati, mangeranno topi;
chi verrà sorpreso a rubare
crusca ai maiali sarà picchiato
con calci e pugni, appeso
a testa in giù, e infilato
in giare colme di olio bollente.
La Divina Sofferenza taceva.
Luce!
“Compagni, più violenza!
Ai nemici del popolo
tagliate il padiglione auricolare,
schiacciate le pupille,
fracassate i denti,
il cranio e la colonna vertebrale;
spezzate la clavicola e il bacino;
amputate le braccia e le gambe;
bruciate le tettine
con gli accendini;
ficcate bastoncini elettrici
nelle tenere vagine.”
“Il mondo è un banco da macellaio”
borbottò un angelo idealista.
Un acuto cherubino zittì tutti:
“Il Padre ineffabile è lontano
da qualsiasi criterio umano.”
“Siamo argilla
nelle mani del vasaio”.
“Dio è buio e silenzio.”
Quando arrivò il traditore
fu chiaro ciò che aveva detto
un angelo trombone:
“E’ destino che le cose vadano così,
non ha senso volersi ribellare.”
E i miei amici se la sono svignata!
Eppure, come posso biasimarli?
Poveri, poveri uomini
ingiustamente colpevolizzati.
Quel testone di Pietro,
facile ai giuramenti,
cadere nelle reti di una donnetta!
Io, l’ho deluso.
Se ero così potente
(ne avevo dato prove stupefacenti)
perché lasciarmi prendere?
Io, li ho traditi. Non loro.
Li avevo lusingati.
Aspettavano un Messia liberatore.
Con i cromosomi di cui è dotato
può l’uomo essere all’altezza?
Diranno che la mia passione
è stata uno scandalo;
diranno che la mia morte
è stata infame,
ignominiosa, turpissima.
Io dico che la vostra
sarà il vero scandalo.
Lo zio Vania giorno e notte,
soffocato dall’incubo
che la sua vita è
irrimediabilmente perduta;
la sua passione si va spegnendo
inutilmente
come un raggio di sole
caduto in un pozzo.
Il mio Calvario a che pro?
Ilich si alza e sa di morire,
si veste e sa di morire,
va al lavoro e sa di morire,
parla e sa di morire,
mangia e sa di morire.
Ogni ora un tormento.
La morte lavora dentro
come un roditore.
Lo sfianca, lo fiacca,
gli spegne il fuoco negli occhi.
Il mio Calvario a che pro?
Gregorio Samsa, nascosto
sotto un lenzuolo, sbircia
sua madre di sfuggita.
Presto sarà buttato
nella spazzatura dalla serva.
Come uno scarafaggio.,
Il mio Calvario a che pro?
Una bambina gioca
con la bambola.
Giace su un lettino,
il capo puntellato ai cuscini.
Gli occhietti si accendono
mentre la suora le parla.
“E’ giunto il momento.
Gesù ti aspetta. La croce
è il regalo più prezioso,
offerto ai suoi veri amici.
Abbracciati al suo corpo
grondante sangue;
se hai sete d’amore,
abbeverati
alle sue piaghe aperte.”
La mamma prega.
Ma non succede niente.
La bimbetta dimagrisce,
deperisce, si affusola.
Il mio Calvario a che pro?
E le morti in corsie d’ospedale,
piene di segatura, di siringhe,
di garze e di lenzuola sporche?
Poveri assistiti
da medici sadici
che sperimentano nuovi farmaci.
Vecchi accuditi
da samaritani affaristi.
Bambini ignari donatori d‘organi.
Il mio Calvario a che pro?
Il Padre manterrà le promesse?
Il lupo abiterà con l’agnello?
Le spade si faranno vomeri
e le lance diventeranno falci?
Davvero il lattante giocherà
sulla tana del serpente,
il bambino metterà la mano
sulla bocca della vipera?
Se devo morire
per redimere il mondo,
avrà senso che tutto
continui come prima?
Milioni di barili di lacrime,
milioni di barili di sangue,
milioni di barili di merda.
Milioni di compagni,
fedeli e infedeli,
studenti e analfabeti,
kulaki subkulaki,
indagati spiati deportati
epurati suicidati nei gulag
e nelle tundre gelate.
Il mio Calvario a che pro?
Maggio 2004.
Sgozzamento
sacrificale
alla tivù.
Che pena che pena che pena
la sentenza pronunciata
in nome di Dio Misericordioso.
Il mio Calvario a che pro?
E’ vero che la Grazia
fa volare gli ippopotami,
ma a quanti tocca
un dono così raro?
V. LA VIA CRUCIS
Ai tempi dell’Eden,
il primo giardino,
Lucifero era
di una bellezza perfetta,
un cherubino dalle ali distese,
coperto d'ogni sorta
di pietre preziose.
Tamburi e flauti
erano al suo servizio.
Chi scoccò la scintilla
della perversità nel suo cuore?
Chi permise al suo cuore
di insuperbire per la sua bellezza?
Chi accettò che la sua saggezza
si corrompesse a causa
del suo splendore?
Perché l’astro mattutino,
il figlio dell'aurora
volle salire
sulle sommità delle nubi,
diventare simile all'Altissimo?
O era già scritto
che egli precipitasse
e si trasformasse in un timido,
pignolo Gran Maestro
delle nerovestite Schutz Staffeln,
i biondi cavalieri occhiazzurri,
fregiati negli elmi di ossa e di teschio?
Chiamerà gli Illustrissimi Accademici,
i Grandi Luminari delle Scienze,
gli Insigni Specialisti delle Tecniche
dalle Dotte Università del Reich,
e comunicherà i disegni del Führer.
Dimostreremo scientificamente
la superiorità della razza eletta.
Siccome difettano crani semiti
i commissari bolscevichi,
disgustosa ma rappresentativa
sottospecie, saranno utilissimi.
L’iter burocratico - state tranquilli -
sarà semplificato al massimo:
le deportazioni verranno accelerate
e voi disporrete di cavie a volontà.
Io fui umiliato da Erode a Pilato.
Per raggiungere l’ovile finale
le pecore semite viaggeranno
in vagoni piombati, senza spreco
di tempo per mangiare o per pisciare.
A Birkenau ogni gregge belante
sulla banchina a due passi dal forno
verrà selezionato pel soggiorno:
a destra i sani, a sinistra i malati.
Per questo lavoretto delicato
premierete i nostri bravi soldati
con un po’ di alcool, cinque sigarette,
un etto di salame e una pagnotta.
A ogni nuovo arrivato sarà chiaro
che nel campo non esiste altra uscita
oltre al tubo del camino del forno.
Le derisioni e gli schiaffi
di fronte al Sinedrio
non hanno toccato
la mia cosciente Persona
della Trinità Santissima,
Sostanza Somma,
incomprensibile e ineffabile.
A Buchenwald e a Natzweiler…
I biondi cavalieri occhiazzurri
ogni giorno obbligheranno i cani
a ripetuti appelli.
Li faranno marciare,
li faranno cantare,
li faranno leccare.
Il sacerdote brucerà i loro corpi
nel forno, usando il gas, come olocausto,
sacrificio consumato sul fuoco
profumo soave per il Führer.
La mia flagellazione
è stata un supplizio
crudele ed orrendo.
A Bergen Belsen
sarà espletata
con modalità più raffinate.
Se la vostra offerta al Führer
saranno ebrei con qualche difetto
(tutti i semiti ne hanno a iosa)
dopo averli spogliati, rasati;
dopo averli sottoposti
a una benefica doccia comune
con acqua bollente o gelata;
dopo averli marchiati,
inserirete nelle carni pulite
i germi dell’epatite.
Il sacerdote brucerà i loro corpi
nel forno, usando il gas, come olocausto,
sacrificio consumato sul fuoco,
profumo soave per il Führer.
La mia incoronazione di spini
ad Auschwitz impallidirà.
Se la vostra offerta al Führer
saranno prigioniere polacche
i biondi cavalieri occhiazzurri
le colpiranno con arma da fuoco;
in seguito un chirurgo ficcherà
nelle ferite infette di batteri
schegge di legno e di vetro.
Il sacerdote brucerà i loro corpi
nel forno, usando il gas, come olocausto,
sacrificio consumato sul fuoco,
profumo soave per il Führer.
La mia via crucis
è stata straziante.
Ma salendo il Calvario
ho avuto le carezze
e il pianto di donne.
Fateli saltare,
rotolare, correre,
voltarsi, marciare cantando
a piedi nudi, sopra cocci, vetri…
e di nuovo correre, saltare,
arrampicarsi, girarsi intorno
con le ginocchia su pezzetti di pietra.
Il cireneo s’è caricata la mia croce
e ha condiviso la mia sofferenza
Se stanchi bastonateli a dovere.
Se cadranno calpestateli!
Io ero sempre cosciente Persona
della Trinità Santissima,
Sostanza Somma
incomprensibile e ineffabile
che genera, non è generata,
e non procede.
Se la vostra offerta al Führer
saranno banditi partigiani,
i biondi cavalieri occhiazzurri
li abbatteranno con diletto
a colpi di mazza ferrata;
una volta svenuti,
saranno immersi in vasche
di acido, che scioglierà i corpi
come olocausto, sacrificio
consumato con gran bollore,
musica soave per il Führer.
Inchiodato alla croce,
ero un impuro, un escluso,
un rigettato e soffrivo;
perché, secondo l’umanità,
ero passibile e mortale;
ma secondo la divinità,
ero immortale e impassibile.
Se la vostra offerta al Führer
saranno sorelle un pio chirurgo
taglierà ad una muscoli e ossa
e li reimpianterà in un’altra;
così potrà verificare
la rigenerazione fra consanguinei.
Il sacerdote brucerà i loro corpi
nel forno, usando il gas, come olocausto,
sacrificio consumato sul fuoco,
profumo soave per il Führer.
La mia agonia è durata tre ore.
Se la vostra offerta al Führer
saranno subumani delle Russie
vi sarà comodo documentare
in modo sistematico
giorno per giorno, ora per ora
gli effetti della denutrizione.
Il sacerdote brucerà i loro corpi
nel forno, usando il gas, come olocausto,
sacrificio consumato sul fuoco,
profumo soave per il Führer.
Fra poco io risorgerò.
Quale futuro spetterà
alle donne di Dachau,
di Oranienburg, di Mauthausen ?
Se la vostra offerta al Führer
saranno giovani donne
ne staccherete la pelle vellutata
per farne schermi per gli abat-jours.
Il sacerdote brucerà i loro corpi
nel forno, usando il gas, come olocausto,
sacrificio consumato sul fuoco,
profumo soave per il Führer.
Io sono morto
per una nobile causa,
per la redenzione del mondo!
Ma gli handicappati di Sachsenhausen?
Se la vostra offerta al Führer
saranno deficienti
più repellenti di insetti striscianti,
potrete effettuare trasfusioni
tra gruppi sanguigni diversi
per studiarne gli effetti mortali.
Il sacerdote brucerà i loro corpi
nel forno, usando il gas, come olocausto,
sacrificio consumato sul fuoco,
profumo soave per il Führer.
Mia madre vivendo
in tanto supplicio
era certa che presto
mi avrebbe baciato risorto.
Chi darà conforto
alle madri contristate e dolenti
di Ravensbrück e di Flossenburg?
Se la vostra offerta al Führer
saranno donne sane
praticherete la colposcopia;
al minimo sospetto di anomalia
amputerete la cervice uterina.
Vedrete, faranno kaput
facilmente per emorragia.
Il sacerdote brucerà i loro corpi
nel forno, usando il gas, come olocausto,
sacrificio consumato sul fuoco,
profumo soave per il Führer.
Il mio corpo consegnato a Maria
è stato sepolto con bende e profumi.
Chi dividerà le pene
con le donne di Gross e di Rosen ?
Se la vostra offerta al Führer
saranno bambinelli,
vi consiglio questo gioco:
tra due pali pianterete una stanga,
centoventi centimetri di altezza
saranno la salvezza.
Tenete d’occhio i furbetti
che alzandosi sulle punte dei piedi
faranno fesse le guardie del Reich.
Non saranno accettate debolezze.
Se a qualcuno il dolore scoppierà
dagli occhi, non sarete così sciocchi
da mancare agli ordini ricevuti.
I più bassini li infetterete
diligentemente
con il micobatterio della tisi.
I vostri esperimenti, assai graditi
alla Bayer, si concluderanno
nel forno, usando il gas.
Le ceneri, ottime,
concimeranno l’orto
dei campioni del Reich.
La mia morte sarà premiata
con la palma della vittoria.
La croce diventerà un segno,
un vessillo e gli spini e la lancia
reliquie preziose
per moltitudini commosse.
Mi aspettano secoli e secoli
di esaltazione, di beatitudine e di gloria.
Se la vostra offerta al Führer
saranno semplici proprietari
di occhiali, di scarpe, di giocattoli...
raccoglierete ogni cosa con cura
per le esigenze del popolo eletto.
I denti artificiali, di metallo pregiato,
li invierete all'Ufficio Sanitario;
alle sartorie venderete i capelli,
al prezzo di 50 pfennig al chilometro.
Il sacerdote brucerà le carcasse
versando nafta e metano, come olocausto,
sacrificio consumato sul fuoco,
profumo soave per il Führer.
Poveri, poveri uomini!
Povere creature incolpevoli!
Se la vostra offerta al Führer
saranno schifosi bolscevichi
indegni di riprodursi,
un misericordioso chirurgo
sottoporrà i maschi a vasectomia
e le femmine a legatura delle tube.
Qualora il metodo apparisse costoso
irraggerete i genitali
con i potenti raggi X.