Collana di pubblicazioni sul Distretto dello Sportsystem
Nell'ambito delle iniziative a promozione del Distretto dello Sportsystem di Montebelluna finanziate dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Treviso, la Fondazione Museo della calzatura sportiva propone una Collana di otto libri, curata dal professor Aldo Durante e col patrocinio di Distretti Italiani. Si tratta di una serie di scritti che vogliono illustrare le origini e l'evoluzione del Distretto calzaturiero montebellunese partendo dalla storia locale ed intrecciando via via le dinamiche operanti nel mondo globalizzato.
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L'integralismo cattolico
asburgico
Questo saggio prende in considerazione
i rapporti tra Stato e Chiesa durante la dominazione
austriaca in Veneto nella prima metà dell'800,
periodo in cui il Distretto dello Sportsystem inizia a
svilupparsi. L'autore evidenzia come il praticare una
religione non fosse un fatto meramente spirituale, ma
qualcosa che interessava anche lo Stato. Nel Veneto
fortemente cattolico non era contemplato il cambio di
confessione, l'ateismo era un crimine, la partecipazione
alle funzioni un dovere non solo religioso ma anche civile.
La collaborazione tra Trono e Altare era perciò
strettissima: la pubblica Autorità multava, ad
esempio, chi lavorava la domenica. In ogni villaggio (che
tanto somigliava alle attuali comunità islamiche),
il parroco era una figura centrale: oltre che capo
spirituale, era un vero e proprio funzionario statale, che
si occupava di anagrafe, sanità e servizi sociali,
istruzione, vigilanza sulle pecorelle/cittadini.... Una
sorta di pluriassessore, insomma.
Montebelluna Sportsystem Distretto
Cosmopolita (parte prima)
Il Volume analizza le varie fasi del
Distretto montebellunese, dagli albori (inizio 800) fino ai
giorni nostri. Si ripercorrono in senso cronologico i
momenti cruciali della storia dello Sportsystem (senza
rinunciare ad una riflessione sugli attori del Distretto e
la loro mentalità): dal proliferare delle piccole
botteghe artigiane, al sorgere delle prime realtà
industriali, alla rivoluzione della plastica, fino alle
più recenti diversificazioni produttive (segno della
capacità degli imprenditori locali di far propri
elementi esterni alla Tradizione, pur senza rinnegarla) e
ai cambiamenti provocati da delocalizzazione e
globalizzazione. Si tratta di una ricostruzione utile per
studiosi, giornalisti ed “addetti ai lavori”,
ma anche interessante per tutti i curiosi. Proprio pensando
a questi ultimi, l'autore ha scelto la forma
dell'intervista, coniugando così il pregio
storico-scientifico del contenuto con una forma scorrevole
e accattivante.
Montebelluna Sportsystem Distretto
Cosmopolita – Documenti sulle Guerre dal 1815 al
1918
Dalla dominazione francese a quella
austriaca, dalle Guerre d'Indipendenza fino alla Prima
Guerra Mondiale, il territorio montebellunese è
stato oggetto di movimenti di truppe. I documenti (verbali,
avvisi, lettere) raccolti e commentati in questo volume
intendono raccontarci della guerra, focalizzandosi su un
aspetto di solito trascurato: quello dei soprusi, delle
requisizioni, dei disagi subiti dai contadini, dagli
artigiani, da quella povera gente che, sia pur spesso
disinteressata alle vicende belliche, ne è stata suo
malgrado vittima. Nel libro sono presenti anche lettere dal
fronte dei soldati montebellunesi: dalla Libia (durante il
conflitto contro la Turchia, scoppiato nel 1911) e dalle
trincee della Prima Guerra Mondiale.
Il Bilinguismo imperfetto dei
Veneti – Lettere di emigranti
“Sperduti per il mondo, spezzato
ogni legame con la propria famiglia, l’unico punto di
riferimento per gli emigranti resta il Sindaco del
paese”. È, questo, l'epilogo del volume che
prende in esame le lettere scritte dagli emigranti
montebellunesi dall'inizio del secolo scorso fino al
secondo dopoguerra. Tale materiale d'archivio dimostra come
sia un mero luogo comune pensare che i Veneti non sapessero
scrivere. Disperati, spinti dalla necessità di
ottenere un documento (es. il certificato di nascita), o di
avere notizie di familiari, i nostri emigranti presero
carta e penna e scrissero, “col cappello in
mano”, all'unica persona in grado di aiutarli: il
sindaco. Con ironia, l'autore ne sottolinea i sorprendenti
esiti: gli stravaganti neologismi, le frequenti
contaminazioni linguistiche, i curiosi tentativi di imitare
il linguaggio burocratico, l'ampollosità che
caratterizza sia l'intestazione che i ringraziamenti e i
saluti finali... Si sorride. Ma soprattutto ci si
commuove.
Dalla Pancia Contadina al Mondo
Globalizzato - Montebelluna Sportsystem Distretto
Cosmopolita (parte seconda)
Anche questo volume ripercorre tutta
la storia del Distretto di Montebelluna, concentrandosi
però in particolare sull'analisi della
mentalità della comunità. La chiave di
lettura è perciò quella della metafora del
titolo: la Pancia Contadina. Essa rappresenta in maniera
efficace la realtà del Distretto, che, soprattutto
nella sua fase artigianale, era caratterizzato da una
notevole chiusura e ostilità verso tutto ciò
che veniva dal mondo esterno. Proprio la dialettica Mondo
– Pancia protettrice è una costante in tutto
lo sviluppo dello Sportsystem: una lotta continua tra i
conservatori e gli innovatori, tra coloro che volevano
difendere a tutti i costi la Tradizione e coloro che erano
aperti alle cose nuove che venivano proposte dai
forestieri. L'autore sfata così un altro luogo
comune: il successo del Distretto non ha alla base il
patrimonio della Tradizione (non solo, almeno), ma è
piuttosto figlio di quegli imprenditori che hanno avuto
avuto il coraggio di non rimanere prigionieri della Piccola
Pancia, facendo proprie le benefiche influenze del Mondo.
Le più importanti diversificazioni produttive, che
hanno determinato la fortuna del Distretto, hanno infatti
origine da elementi esterni alla Tradizione.
Capricci veneti - Montebelluna
Sportsystem Distretto Cosmopolita (parte
terza)
È sempre la storia del
Distretto ad costituire l'oggetto di questo volume; storia
ancora una volta percorsa su binari alternativi a quelli
canonici. Vengono raccontati con ironia aneddoti e storie,
che offrono ulteriori spunti di riflessione su Montebelluna
e la sua gente: le credenze e superstizioni, il controllo
sociale esercitato dalla comunità, i cambiamenti
conseguenti all'apertura a Mondo e alla modernità...
Si alternano documenti autentici (es. l'intervista al
direttore della Domenica del Corriere e quella al
cappellano Antonio del Colle) a storie inventate (es. le
vicende del Preside, testimone impotente del progresso:
dall'introduzione della penna biro nella scuola, al
processo di globalizzazione), le quali però non
sconvolgono la realtà, piuttosto la condiscono di
acuta ironia.
Storie d'onore – Commedie in
poche battute
La Piccola Pancia Contadina era una
comunità di piccole dimensioni, governata da regole
comportamentali trasmesse di generazione in generazione.
Consolidate dalla Consuetudine-Tradizione, tali regole
costituivano (ben più che le leggi scritte!) le
fondamenta su cui si reggeva la comunità e al
conformarsi ad esse era perciò subordinata
l'onorabilità delle persone. Il punto di partenza di
ogni “storia d'onore” è un fatto
realmente accaduto, giunto fino a noi quasi sempre
attraverso il verbale del Segretario Comunale, sempre
costretto ad interessarsi delle liti dei cittadini, onde
evitare epiloghi drammatici. Con una certa fantasia, ma
ancora una volta senza stravolgere la realtà,
l'autore elabora da tali documenti un intreccio,
dimostrando quanto il senso dell'onore fosse uno valori
più sentiti all'interno della Piccola Pancia
Contadina. Esso era legato alla proprietà (l'insulto
“ladro!” era fortemente lesivo della
reputazione), alla sessualità (specie per le donne),
al rispetto della parola data, al generale prestigio della
comunità e della parrocchia. Senza guardare al mondo
islamico, il senso dell'onore della Montebelluna dell'800
sopravvive, in alcuni suoi aspetti, anche nella
Montebelluna contemporanea.
Il Bilinguismo imperfetto dei
Veneti – Lettere all'Autorità Montebelluna
Sportsystem Distretto Cosmopolita (quarta
parte)
Anche in questo volume i documenti
(discorsi, verbali, ordinanze, lettere di privati
cittadini, di ecclesiastici, o di pubblici funzionari)
hanno un ruolo centrale. Senza perdere di vista il loro
contenuto, l'autore pone la propria attenzione sulla forma,
sul linguaggio. Lettere all'Autorità è
infatti la storia (che va dal 700 fino agli ultimi decenni
del 900) della lenta, faticosa, progressiva conquista
dell'italiano e della scrittura da parte delle genti
montelliane. Il bilinguismo italiano-veneto in origine
è decisamente sbilanciato dalla parte della lingua
veneta (nel 700, perfino gli aristocratici optano per
quest'ultima, spesso anche nella vita pubblica). Nell'800,
l'italiano e la scrittura continuano ad essere patrimonio
quasi esclusivo di intellettuali, ecclesiastici e
funzionari pubblici. I primi, sia pur stentati, scritti di
gente comune di cui si ha testimonianza (interessante
è la lettera dei Bisnenti del 1892) risalgono alla
fine del secolo. Dopo la Guerra del 1915-'18, l'uso della
scrittura è ormai un fatto acquisito per la
maggioranza della popolazione. Tuttavia, la lotta
all'analfabetismo non può dirsi conclusa nemmeno
dopo la Seconda Guerra Mondiale: nel 1961 a Montebelluna si
conta ancora un migliaio di analfabeti.
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E' possibile richiedere i volumi della collana alla Fondazione Museo della Calzatura Sportiva di Montebelluna - tel. 0423 303282 - info@montebellunadistrict.com
Last modified 2006-10-17 10:42 AM