Scarperi
Scarperi di
Aldo Durante
Personaggi
Interpreti
Regina, la mama de
Toni,vedova.
Lydia Andolfato
Toni, marito de Rita, el
scarper.
Francesco Sartoretto
Rita, moglie de Toni,
orlatrice
Paola Cian
Renzo, figlio di Toni e di
Rita
Dario Fassa
Fiorella, sorella de Toni molie de
Carlo
Luciana Savin
Carlo, marito di
Fiorella
Lorenzo Zamboni
Melania, la morosa di
Renzo
Carolina Leporatti
Don Andrea, el
piovan
Alberto Moscatelli
Silvia, la sorella di Toni e di
Fiorella
Cristina Viezzer
Scene e costumi Sabrina Venuti
Assistente alla regia Dina Girgenti
Regia Roberto Conte
SCARPERI
“Scarperi” narra, simpaticamente
ma senza contraffare una realtà comune ed attuale, le vicende della famiglia di
Toni Brustolon, un piccolo imprenditore veneto. Come molti altri scarperi,
anche Toni si è convinto a pensare “più in grande”, ad abbandonare
l’ormai stretta veste di terzista e a “costruirsi il suo marchio”. Il piccolo
imprenditore che vuole farsi “meno piccolo” vive così in una situazione di
precario equilibrio tra una tradizione (il padre Checco era calzolaio), cui
fondamentalmente è e rimarrà legato, e l’esigenza (magari influenzata dal
cognato Carlo, finto esperto di new economy) di stare al passo coi tempi.
Proprio l’attrito tra passato, opprimente ma in fondo rassicurante, e “nuovo”,
seducente ma insidioso, costituisce il leit motive di tutta la commedia. Si
parte dalla scrivania di Toni, in cui trovano posto due “bozze”: quella del
depliant della “Brust shoes” e…quella di prosecco. Anche i personaggi
obbediscono a questa logica dei contrasti. Regina, la madre di Toni, e Rita, la
moglie, rappresentano la mentalità tradizionale. Renzo, il figlio, e Melania,
sua morosa, sono il presente, ormai quasi del tutto purgato da legami con la
tradizione. Regina è contro il divorzio, l’aborto, il “nudismo”, l’abbondanza;
la modernità, insomma. La fedeltà ai valori della tradizione di Rita, ha meno
di reazionario e più di buon senso: quel buon senso che permetterà alla
“formichina veneta” di salvare la famiglia, sul lastrico, causa gli sciagurati
investimenti di Renzo e Carlo. Renzo odia le scarpe, non vuole proseguire
l’attività del padre e vivacchia nel limbo dell’università, succube di Melania,
che gli spilla soldi e gli impone di adeguarsi a certi clichè “d’alta classe”.
Nel mezzo, ci sono Fiorella, la sorella di Toni, e Carlo, il cognato: figli di
un passato di fatiche, provano a godersi il benessere. Anche Toni sta nel
mezzo: voglioso di modernità, sembra però subire il progresso che cerca.
Continua a lavorare, senza beneficiare del benessere raggiunto. Modernità
significa darsi un’identità e Toni si cimenta così in un marketing naif: creando
prima il suo marchio, storpiando “Brustolon” (troppo veneto…) nel più
anglosassone “Brust shoes” (american way da Alberto Sordi…), e provando poi a
fare di Silvia, la sorella handicappata, un gadget vivente. Perfino le
scappatelle extra coniugali, specialmente l’avventura in quel di Timisoara,
sono esempi di una modernità che Toni agogna (forse nemmeno poi tanto…), ma che
alla fine subisce. Tutto grottesco, niente sopra le righe.
Paolo Brugnara
Last modified 2006-12-28 03:48 PM